cartoline dalla mia isola – 1

scrivere, piangere, parlare, piangere, scrivere, piangere, parlare….
mi sembra di non far altro ultimamente
son qui, sulla mia isola, circondata da detriti, pezzi vecchi, robe mai viste e robe da buttare.
il mare è bello e c’è il sole, un sole tiepido abbastanza da farti stare bene senza bruciare.
ci sei tu, che scegli di restare al mio fianco, ci sono gli amici preziosi di sempre e ce ne sono di nuovi, anime belle che arrivano, come gabbiani splendenti, e portano nuovi doni…
ho fatto un po’ di spazio, il necessario per un piccolo campo base: un fuoco per mangiare, per illuminare la notte e farmi caldo se necessario; un riparo per dormire e una piccola area libera dai detriti da cui ricominciare…
già, perchè il bello di quando tutto crolla, è che poi si può ricostruire come ci pare e si possono fare degli interventi strutturali che invece quando è tutto su bello in forma è più difficile fare.
certo, ricostruire è faticoso e per fare un buon lavoro occorre prima di tutto avere l’energia per lavorare bene, quindi questo sarà il primo passo: riposo e nutrimento per ricaricarmi di energia.
devo riposare, perché quando si è stanchi la mente non è lucida e la visione si offusca; così riposo e mi nutro di amore, di calore, di carezze, di baci e abbracci; di nuove idee e belle storie; di pensieri gentili e di sorrisi; di parole dette, lette, ascoltate, condivise…
tutti i pezzi brutti che ho trovato – mentre mi creavo quel piccolo spazio – li ho gettati nel fuoco: ad alcuni ho permesso di farmi male per un po’, di propagare il loro volatile veleno e di intossicarmi, ma (beata intelligenza) sono riuscita a vedere quanto fossero stupidi e meschini nella loro natura e quanto permettergli di abitare il mio mondo fosse sbagliato.
vi manderò altre cartoline, dalla mia isola, alcune saranno felici, altre disperate, altre buffe: un giorno per volta, un piccolo pezzo per volta…
nota: grazie a te per essere sempre al mio fianco, grazie a voi – sapete chi siete – perché in fondo la misura del mio valore si rispecchia nella vostra stima e grazie anche te, brutta copia, il tuo veleno mi ha fatto male per un po’, ma in fondo lo tsunami è solo un’altra sfida e l’occasione – preziosa – di migliorare me stessa.

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